Ice Memory / diario

11 giugno 2021
Grazie e arrivederci dalla terrazza più bella del mondo

Carissimi,
e così, con l’ultima cassa caricata sul camion frigo, termina la nostra campagna di perforazione sul Colle Gnifetti. 10 giorni di attività, due carote profonde fino alla roccia basale 81 m più in basso e altre tre superficiali, tra i 15 e 20 m. All’incirca 0.9 m3, oltre 700 kg di sezioni di ghiaccio, ora ordinatamente rinchiuse in 18 casse termiche. Prima di chiudere il portellone del camion già accesso e pronto a partire, le guardo e penso alla storia in esse contenuta. Storia del clima e dell’ambiente di queste montagne, di queste valli, delle pianure sottostanti, dell’intera Europa. Un archivio unico ed irripetibile. Più di 10.000 anni di luoghi, avvenimenti, uomini e genti. Alcuni campioni si fermeranno a Venezia, altri andranno a Villigen, in Svizzera, per analisi chimiche, biologiche ed isotopiche. La carota profonda di miglior qualità farà invece un viaggio ben più lungo, raggiungendo DomeC sul plateau antartico. Qui verrà conservata, sotto l’egida di una Fondazione Internazionale, in una caverna appositamente preparata, al sicuro dagli effetti dei cambiamenti climatici, quale dono per le generazioni future. Se i nostri splendidi ghiacciai entro il 2100 davvero, come previsto, spariranno quasi completamente dalle Alpi, così non sarà per la memoria in essi conservata! Tra le tante carote, quella del Colle Gnifetti sarà tra le prime ad essere trasferita, probabilmente già il prossimo anno. E, per la sua importanza, non poteva che essere così!

Adesso che la tensione finalmente viene meno e prima che la ripresa delle routine quotidiane vada a sfumare le emozioni, riportandomi al burbero orso montanaro qual dicono che io sia (?!), lascio scorrere i sentimenti e metto su carta tutti i ringraziamenti che, sinceri, mi vengono dal cuore.

Innanzi tutto alla Società Rifugi Monterosa. Credo ricorderò per sempre la prima telefonata con Giuliano. Quei dieci secondi di silenzio dopo il mio blaterare, quel suo “dammi qualche giorno ma credo di si, si può fare”, i suoi innumerevoli “lascia stare, tu dimmi solo di cosa hai bisogno cha facciamo”. Così è stato, sempre. Erica, splendida custode della Capanna Gnifetti, che con la sua precisione, professionalità e il suo sorriso ci ha accompagnato in tutta questa nostra avventura (anzi, da ben prima!). Claudio e Sunda, ancora (nostri) custodi, questa volta alla Capanna Margherita. Veri idoli, con la loro pizza più alta d’Europa portata ancora calda di forno alla tenda di carotaggio! Allo staff del Rifugio Pastore di cui purtroppo solo attraverso i racconti di tutti gli ospiti posso render merito per il calore e i meravigliosi manicaretti. A Susanna, presidentessa del CAI di Varallo, che ci ha accolto calorosamente nei suoi rifugi. Alla ditta Skyaviation, con Gianluca e tutti i piloti e tecnici aeronautici che hanno operato con noi: uno spettacolo e una sicurezza volarci assieme, anche al limite della visibilità, nella splendida cornice del Rosa! Ad Andrea e alle altre Guide di Alagna, custodi dei ghiacciai del Rosa e testimoni dei loro mutamenti, riferimenti costanti ed insostituibili prima e durante tutte le nostre attività. Alla Società Monterosa 2000, con Andrea e Claudio, per la collaborazione e l’accesso agli impianti a fune. Al Sindaco Roberto, da subito entusiasta sia nell’ascoltare i nostri racconti che nel fornirci supporto ed assistenza.

Una valle intera, quella di Valsesia, entusiasticamente a disposizione nostra e del progetto ICE MEMORY. Un qualcosa, per noi, di davvero inedito che ci scalda il cuore e ci responsabilizza, spronandoci a far sempre meglio e di più!

A Salvatore, meteorologo di ARPA Piemonte che, quotidianamente ci ha aggiornato sull’evoluzione meteo sia in valle che in quota. A Michele e Marco, amici dell’Università di Torino, per la disponibilità e l’accoglienza all’Istituto Mosso. A Riccardo: come videomaker già tanta roba, ma in realtà per noi molto di più, sia dal punto di vista professionale che umano. Alla nostra Guida Paolo, una vera sicurezza sul campo, un lavoratore generoso e indefesso quando serve, un giullare talvolta, un vero amico sempre.

A Carlo, nostro Direttore, mente ma soprattutto cuore di ICE MEMORY. A tutti i miei colleghi, ad iniziare da Andrea e Fabrizio, compagni insostituibili sia in ghiacciaio che nei momenti di svago. Ad Enrico, macchina da guerra della comunicazione. A Rachele, Federico, Marco e Angela, senza il cui contributo non sarebbe stato possibile organizzare la Monte Rosa field experience… e molto di più! A Valentina, Pamela ed Elisa, amministrative del nostro Istituto. Discussioni e scornate quotidiane, ma di quelle che ci si dà solo quando, in fondo, ci si vuole bene e ci si stima reciprocamente.

A tutti gli amici che hanno accetto l’invito a partecipare alla Monte Rosa field experience, sia a quelli presenti che a quelli che, a causa del continuo rimandare, non hanno più potuto esserci. Con alcuni è stata una bella rimpatriata, con altri una splendida prima volta. In ogni caso un bellissimo momento di unione tra tutta la comunità scientifica e non solo che su queste montagne opera quotidianamente con passione, competenza e dedizione. Quantomeno per noi, un seme che non potrà che portare frutto e un qualcosa di veramente bello, assolutamente da ripetere.

Ai giornalisti e ai media che ci hanno seguito, chi entusiasticamente sul campo, chi purtroppo per impegni pregressi solo da remoto. ICE MEMORY è, tra le altre cose, la scienza che esce dai laboratori e si avvicina alla gente. Noi ci abbiamo creduto e ci crediamo. E a quanto pare anche voi.

Ultimi, ma non certo per importanza, ai nostri sponsor AKU e KARPOS. Non solo fornitori di prodotti tecnici superlativi, ma soprattutto ditte fatte di persone eccezionali, entusiaste e generose nel supportare noi e il progetto ICE MEMORY. Senza di voi nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile. Grazie!

Spero di non aver dimenticato nessuno ma sicuramente sarà così. Perché siete stati davvero tantissimi. Grazie, grazie davvero a tutti voi. E con la foto di quest’ultima splendida alba che ieri il Rosa, dalla terrazza più bella del mondo, ci ha voluto regalare prima di volare via, un arrivederci a presto!

Jacopo

10 giugno 2021
Missione riuscita! Salva la ‘memoria’ climatica della terra

Esito positivo per il progetto internazionale Ice Memory sul Monte Rosa. Lavorando sul ghiacciaio Gorner per cinque giorni a 4.500 metri di quota, gli scienziati hanno prelevato due carote di ghiaccio superficiali e due carote profonde oltre 82 metri. Nel segmento più vicino alla roccia, il campione potrebbe contenere informazioni sul clima e l’ambiente fino a 10mila anni fa. Se le analisi lo confermeranno, significherebbe che in Antartide sarà conservato il ghiaccio più antico dell’arco alpino.

Il racconto della missione… https://www.unive.it/pag/14024

9 giugno 2021

Si ritorna a casa

Ieri i lavori di perforazione sono iniziati molto presto: sveglia alle 5.00 e inizio perforazione alle 6.30. Attorno mezzogiorno è stata raggiunta la roccia per il secondo nucleo di memoria di ghiaccio e successivamente è stato forato un nucleo superficiale che verrà analizzato al Paul Scherrer Institut. Con queste due ultime perforazioni si conclude la missione Ice Memory sul Monte Rosa. Gli scienziati in queste ore stanno smontando il campo e nel pomeriggio è previsto l’arrivo dell’elicottero per il carico dei materiali e il rientro a valle di tutto il personale. Nei prossimi giorni pubblicheremo un report dettagliato sull’esito della missione.

7 giugno 2021

Si continua a trivellare. Raggiunta la profondità di 82 metri.

Sul ghiacciaio del Monte Rosa le condizioni climatiche cambiano rapidamente e nel volgere di poche ore si passa dal sole cocente al freddo intenso delle buffere di neve. Gli scienziati continuano a trivellare. Ci vogliono 4 ore di lavoro, in parte anche muscolare, per ottenere un nucleo profondo 14 metri! 
Dopo tre giorni di duro lavoro è stata finalmente raggiunta la profondità finale di 82 metri. Tutti hanno potuto osservare le ultime sezioni del nucleo di ghiaccio che potrebbe essere quello di 10.000 anni fa. Quali segreti sono intrappolati in questo ghiaccio molto antico? Grazie a questa perforazione una futura generazione di scienziati avrà un prezioso archivio da studiare e rispondere a questa domanda. Questo rende tutti orgogliosi del lavoro che stanno compiendo.

4 giugno 2021

La spedizione riparte

Finalmente il bel tempo!
La spedizione italo-svizzero coinvolta nella campagna di perforazione del Colle Gnifetti ha raggiunto martedì 1 giugno il Rifugio Gnifetti (3650 m) dove il team ha trascorso due giorni di acclimatamento prima di raggiungere i 4500 m al Colle Gnifetti.

La squadra svizzera è guidata da Theo Jenk (capo spedizione) e comprende Margit Schwikowski e Francois Burgay. A loro si unirà la squadra italiana di Jacopo Gabrieli, Fabrizio De Blasi e Andrea Spolaor. La nostra guida alpina è Paolo Conz con Riccardo Selvatico come fotografo e videomaker ufficiale. Sabine Harbeke, regista teatrale e artista di Polarts.

La prima notte al Rifugio Gnifetti si era conclusa con un po’ di mal di testa! Un effetto collaterale comune quando si dorme in alta quota. In queste condizioni l’emoglobina nei globuli rossi fatica a fornire abbastanza ossigeno. La cosa migliore e più semplice da fare per evitare i peggiori effetti collaterali è bere molta acqua.

Ieri mattina, nonostante l’incognita delle condizioni meteo, il team dei ricercatori ha potuto volare in sicurezza fino al Colle Gnifetti mettendosi subito al lavoro. E’ stata allestita la tenda di perforazione, scavate le buche di neve in cui saranno riposte le cassette delle carote di ghiaccio una volta effettuati i carotaggi e testato il trapano.

I ricercatori hanno fatto sapere che tutto è filato liscio e sono riusciti a recuperare circa 10 metri di ghiaccio. E’ stata rilevata la presenza di diverse lenti di ghiaccio, indizio che a questa quota sono già in atto processi di scioglimento e rigelo. Si tratta di una prima osservazione inattesa e allo stesso tempo inquietante che rafforza l’importanza del progetto Ice Memory: il tempo stringe!

12 maggio 2021

Attività scientifiche ancora sospese

Purtroppo le condizioni di forte instabilità perdurano: una vasta saccatura di origine atlantica continua a convogliare correnti umide sulle Alpi Occidentali, determinando un diffuso maltempo con precipitazioni intense nell’area del Rosa (questa mattina lo spessore di neve fresca alla Capanna Gnifetti superava il metro).
Le previsioni di ARPA Piemonte indicano un momentaneo miglioramento del meteo per i prossimi giorni, subito seguito da una nuova fase instabile a partire da sabato con venti da Nord in intensificazione e nuvolosità irregolare e precipitazioni sparse sulle creste di confine.
“Non ci sono ancora le condizioni per iniziare la nostra campagna di perforazione” informano i ricercatori, “e non ci resta che rimanere in paziente attesa dell’arrivo dell’alta pressione sulle Alpi Occidentali”.
Questo prolungato ritardo nell’inizio delle operazioni ostacola e complica tutte le attività dei ricercatori e del personale di supporto e costringe il team di Ice Memory a rivedere i programmi giorno dopo giorno.
La data di inizio delle operazioni per ora è stata spostata a martedì 25 maggio.

05 maggio 2021

Conferenza stampa del team Ice Memory a Alagna Valsesia

In attesa di condizioni meteo favorevoli alla ripresa della missione, oggi nel Teatro di Alagna Valsesia si è tenuta una conferenza stampa, in cui il team italiano ha raccontato il progetto scientifico alla comunità locale. Il sindaco di Alagna Valsesia Roberto Veggi ha dato il benvenuto e confermato piena sintonia e supporto alla missione. Barbante Carlo Barbante, direttore del CNR Istituto di Scienze Polari e docente al Università Ca’ Foscari Venezia, ha presentato il progetto internazionale Ice Memory e gli sviluppi futuri. Un previsore meteo di Arpa Piemonte ha descritto la situazione meteo e le previsioni per i prossimi giorni. Jacopo Gabrieli (Cnr/Ca’ Foscari), ha spiegato come avviene una missione di carotaggio in alta quota e infine Fabrizio De Blasi (Cnr/Ca’ Foscari) ha approfondito lo stato dei ghiacciai alpini, le prospettive di ritiro causato dai cambiamenti climatici e la situazione del ghiacciaio Gorner del Monte Rosa. Tra gli interventi di supporto che sono seguiti, anche quelli del Cai di Varallo e delle Guide alpine di Alagna.
(ph: Studio Frozenlight)

04 maggio 2021

Il maltempo condiziona la missione del team Ice Memory a Colle Gnifetti

Le condizioni meteorologiche di questi giorni non hanno ancora permesso di dare avvio alle attività del progetto Ice Memory. Già da oggi sul Colle Gnifetti, secondo le previsioni elaborate appositamente da Arpa Piemonte, il tempo sarà molto variabile con nevicate intermittenti e forti venti da nord, mediamente attorno ai 50-60 km/h ma con raffiche anche oltre i 100 km/h. Con queste condizioni non solo è impensabile il trasferimento in elicottero dei ricercatori e delle attrezzature al Colle Gnifetti, ma diventerebbe anche difficoltoso garantire l’operatività e soprattutto la sicurezza del personale sul campo. Nonostante la professionalità e l’entusiasmo che muovono tutto il team dei ricercatori, la scelta di rinviare alla prima finestra utile, è inevitabile. Ad oggi, nemmeno le previsioni per la prossima settimana sembrano offrire sufficienti garanzie.

E’ confermata invece la conferenza stampa di mercoledì 5 maggio alle 11.30 al Teatro di Alagna e sarà l’occasione per illustrare il progetto Ice Memory e fare un nuovo punto sulla situazione. Chi desidera partecipare alla conferenza stampa si consiglia di dare un cenno di conferma all’addetto stampa: Enrico Costa (337 1050858).




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