DUE PASSI NEL BOSCO
A PRIMAVERA

DUE PASSI NEL BOSCO A PRIMAVERA

— foto di Federico Ravassard e Cesare Lasen

Due passi nel bosco a primavera


In primavera il bosco è un mondo in pieno fermento. Dopo il lungo inverno la vita si risveglia, in ogni angolo qualcosa si muove lanciando il proprio richiamo. Una escursione nei boschi in primavera è un’esperienza unica e rigenerante che ci riconcilia con la vita.

Due passi nel bosco possono essere un piacevole break dai ritmi di lavoro nel corso della settimana, basta qualche ora su un terreno non troppo impegnativo con una calzatura leggera e stabile come Alterra Lite GTX, ideale per muoversi in comodità anche con uno zainetto sulle spalle. Un’escursione facile quanto appagante, osservando come la natura intorno a noi si stia pian piano risvegliando.

Se ti piace l’idea e se vuoi scoprire cosa si muove nel bosco in primavera, leggi il breve testo del professor Cesare Lasen, tra i massimi esperti di botanica dell'area alpina. Amico di AKU.

 IL PASSAGGIO DALL’INVERNO ALLA PRIMAVERA. COME OSSERVARE IL MUTARE DELLE STAGIONI 


Gli anemoni sono i primi fiori del bosco ad annunciare la primavera. Sono chiamati anche i “fiori del vento”, per le fragili corolle che si agitano al minimo soffio. Anche gli animali iniziano una nuova vita. Chi durante l’inverno era rimasto in letargo si desta dalla tana e a frotte ritornano gli uccelli migratori. Un altro segnale dell’imminenza della primavera è il canto del cucùlo che d’improvviso si sente qua e là nei boschi, fra la fine di marzo e l’inizio di aprile. 

Con belle giornate e poca neve, nella fascia soleggiata submontana (fino agli 800-900 m) si osservano specie in fiore già in gennaio, e non solo le primule. La conoscenza dei periodi di fioritura ci consente di stabilire se la stagione è avanzata o in ritardo. Se quest’anno a circa 600 m osserviamo le viole (Viola alba, V. hirta, V. odorata) già in piena fioritura ben prima della fine di febbraio, corrisponde a un anticipo di almeno 2-3 settimane. Lo si può dedurre anche da altri segnali.

Salendo in quota di solito la stagione ritarda, salvo i casi di inversione termica, si potranno notare specie in piena fioritura ben prima che nei freddi fondovalle condizionati dalle brinate. Come la fioritura del narciso, che di regola si nota a 600-700 m già nella seconda metà di aprile, mentre in quota raggiunge il suo apice nella seconda metà di maggio e oltre i 1600-1700 m anche all’inizio di giugno.

Sulle rupi umide la rara Pinguicula poldinii fiorisce da fine aprile a bassa quota in ambienti bene esposti, ma si può trovare in fiore anche nella seconda metà di giugno verso i 1300-1400 m in luoghi simili.
Ogni specie fa storia a sé, ma le fioriture di un prato cambiano aspetto secondo un ritmo stagionale che è la sintesi dei diversi fattori, dall’andamento meteo agli esiti dell’annata precedente.

Le piante più propriamente “alpine”, cioè quelle che vivono oltre il limite della foresta sono condizionate dalla durata dell’innevamento, hanno la necessità di arrivare a produrre fiori e frutti prima che le brinate (o nevicate!) rendano vano il loro sforzo riproduttivo. In tarda estate, quindi, diverse specie sfioriscono prima in quota che alle minori altitudini.

Quando attraversiamo un bosco cerchiamo l’anemone, il fiore accarezzato dal vento che annuncia il risveglio della primavera, ascoltiamo il canto del cucùlo che ci dice che l’inverno non c’è più.

(Cesare Lasen)


 
Cesare Lasen
Geobotanico, già presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Dolomiti Unesco, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative, impegnato nella conoscenza del territorio e nella conservazione della Natura.

>> guarda il video "Cesare, figlio del San Mauro"




Alterra Lite Mid GTX
Calzatura leggera, versatile e traspirante, per utilizzo dinamico su terreni di media difficoltà. La tomaia è composta da due strutture: una esterna in scamosciato articolata da elementi indipendenti che avvolgono il piede in modo anatomico; una interna in air mesh con avvolgimento a lembi sovrapposti per assecondare l’anatomia del piede. La fodera in Gore-Tex® è di due tipologie: una elastica per la zona del collo-piede e una più protettiva per il resto della fodera. La costruzione asimmetrica della suola e tomaia con l’esclusiva tecnologia AKU Elica Natural Stride System garantisce un’ottimale distribuzione del carico sulla superficie plantare e il miglioramento del meccanismo di rullata. Il battistrada AKU con speciale mescola Tenuta garantisce un’eccellente aderenza. Disponibile anche in versione donna su specifica anatomia plantare femminile.

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