L’identità di un popolo e la sua cultura si esprimono attraverso la lingua. In essa si trova il senso di tradizioni che hanno origini remote

— 7 ottobre 2011 | AKU team

Le lingue minori, come le piccole comunità di montagna, a volte scompaiono ma a volte fieramente resistono e infine sopravvivono. Sempre lasciano almeno un segno, come un’esile indicazione sul sentiero di montagna. Quel poco che basta, a chi viene dopo, per non perdere la strada di casa e per tornare alle proprie origini. 

Le minoranze linguistiche delle Alpi sono oggi l’espressione più autentica di civiltà ancora vive, che con la montagna hanno saputo vivere in armonia, rispettando la natura e le sue regole. 
La loro conoscenza e tutela rappresenta dunque la migliore garanzia per la trasmissione nella modernità di un sapere antico, unica vera fonte di salvezza e sviluppo per la montagna del futuro.

Walser
La lingua WALSER viene parlata da oltre 700 anni ai piedi del Monte Rosa. 
La comunità Walser, originaria dell’Alto Vallese, è un antico popolo inizialmente nomade, che già prima del Mille si era stanziato alla testata della valle del Rodano, nell’altopiano del Goms. 
Di qui si spostò, intorno al XIII secolo, per dare inizio ad un’altra grande migrazione, che lo portò appunto al di qua della catena alpina, disseminandosi attraverso tutto il crinale delle Alpi Pennine ad est e sud del Monte Rosa. Sorsero così attorno alla seconda più alta cima delle Alpi, le comunità italiane nelle regioni Piemonte e Valle d’ Aosta. 
La lingua WALSER è parlata ufficialmente ancora oggi complessivamente da oltre 17.000 persone fra Italia, Austria, Svizzera, Francia e Lichtenstein. 

Ladini
Il popolo ladino è considerato il popolo più antico delle Alpi.
In origine queste popolazioni, formate da coloni dell’impero romano, vivevano nella regione del Norico, attuale territorio austriaco ad ovest di Vienna, ma fin dal V secolo d.C. si spostarono sulle Alpi orientali per sfuggire alle frequenti invasioni barbariche.
Oggi la lingua ladina è parlata da oltre 30.000 persone in Italia nelle cinque valli della Ladinia storica, in territorio dolomitico, fra il Trentino Alto Adige ed il Veneto ed in Svizzera in alcune aree del cantone dei Grigioni.
Nel territorio dell’Alto Adige/Sudtirol, il ladino viene riconosciuto come lingua ufficiale nelle valli di Gardena e Badia.

Occitani
La civiltà occitana si sviluppò nel medioevo, realizzando una raffinata cultura che condizionò tutta l’Europa, interessando il campo della letteratura e della musica.
La lingua occitana si parla ancora in una regione geografica molto ampia che parte dalle Alpi Marittime italiane, nella regione Piemonte e attraverso le Alpi francesi e il Golfo del Leone arriva fino alle valli dei Pirenei.
Proprio per questo motivo l‘Occitano, detto anche Lingua d‘Oc o Provenzale, è una realtà linguistica molto frammentaria, tanto che sono riscontrabili variazioni di rilievo non soltanto da valle a valle, ma anche tra villaggi limitrofi.
Complessivamente la lingua occitana, nelle sue numerose varianti, viene parlata seppur non ufficialmente da circa 1 milione e 500 mila persone.

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