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Andrea Zampatti - Il Popolo del Freddo

IL POPOLO DEL FREDDO
Il Popolo del Freddo sono storie di foreste, di montagne e dei loro abitanti. Un breve viaggio delle Alpi al Circolo Polare Artico attraverso paesaggi incontaminati e gli animali che coraggiosamente li popolano.
Il Popolo del freddo è un progetto a lungo termine, molto probabilmente un progetto senza termine e senza nemmeno un principio.
Il Popolo del freddo è un invito alla lentezza, al guardarsi attorno, al fermarsi ad ascoltare, al non avere una meta.
Il Popolo del freddo è un sogno che si realizza ogni giorno.
Il Popolo del freddo è amore, è bellezza, è amore per la bellezza.
Il Popolo del freddo è per natura, per la Natura, nella natura.
Il Popolo del freddo è la mia vita.



"Io sono principalmente un fotografo di fauna selvatica, amo gli animali che vivono
negli ambienti più freddi e ostili, come le nostre montagne o le foreste del Grande Nord.
Ne sono affascinato fin da quando ero bambino, provo verso di loro forte empatia,
rispetto e una particolare connessione"



Andrea, dai una tua definizione di “Fotografia naturalistica”

Non è facile dare una definizione di Fotografia Naturalistica, che oggi si sta evolvendo e sta assumendo le forme e le espressioni più svariate (condivisibili e non), ma posso provare a dire cos’è per me la Fotografia Naturalistica.
Nel mio caso fotografare la Natura vuol dire in primis esperienza personale e poi ricerca estetica, volte alla condivisione delle bellezze naturali di cui ancora possiamo godere, in un mondo che avanza troppo velocemente e ogni giorno viene privato di un pezzetto di queste meraviglie. Sono convinto che mostrare alla gente tutta questa bellezza sia il mezzo più potente per sensibilizzare al rispetto verso la Natura e alla sua conservazione.

Quali sono, all’interno della fotografia naturalistica, i temi di tuo maggior interesse? E quali sono invece quelli maggiormente richiesti da editori e aziende?
Io sono principalmente un fotografo di fauna selvatica, amo gli animali che vivono negli ambienti più freddi e ostili, come le nostre montagne o le foreste del Grande Nord. Ne sono affascinato fin da quando ero bambino, provo verso di lor forte empatia e rispetto e una particolare connessione. Nel nostro paese non c’è una grossa richiesta di immagini di natura in generale, le riviste che trattano questo tema sono pochissime, così come le pubblicazioni. Diciamo che non ci si può di certo basare sulla vendita delle immagini per vivere di questo lavoro.

Secondo Paola Agosti, fotografa di fama internazionale, ogni fotografo, attraverso ciò che produce, scrive la sua autobiografia. Cosa possimo leggere in quella di Andrea Zampatti?
Appoggio pienamente il pensiero della Agosti. Di certo non fotografo per vendere, tutte le mie immagini sono la perfetta riflessione della mia personalità e delle mie passioni. Fotografare la natura è il modo che ho ritenuto più opportuno e semplice per esprimere quello che sono e quello che amo.

C'è una parola parola chiave, il filo conduttore che contraddistingue il tuo lavoro?
Senza dubbio “esperienza” è la parola che mette in comune tutto il mio lavoro fotografico, ma è soprattutto uno stile di vita. Sono dipendente dalle esperienze, che reputo essere i più grandi insegnamenti che io abbia mai ricevuto. Per me fotografare non è desiderio di portare a casa tante belle immagini ma portare a casa tanti ricordi, belli o meno belli, ma che mi accompagneranno per tutta la vita. La fotografia non è altro che un pretesto per stare il più possibile in connessione con la Natura.

Dedichi parte del tuo tempo all’insegnamento. Cosa vorresti che portasse a casa chi frequenta un tuo workshop?
Mi piacerebbe che i partecipanti a un mio workshop, a un mio viaggio o a un mio corso, portino a casa innanzitutto l’entusiasmo e l’amore per quello che fanno e per quello che fotografano. Non do troppa importanza alla tecnica fotografica in sé (anche se ovviamente un po’ bisogna conoscerla!) ma cerco piuttosto di trasmettere ai partecipanti la mia passione, cercando di indirizzarli ad esprimersi attraverso le emozioni che provano sul campo e a non perdersi momenti unici per “colpa” di una fotografia.

Che consigli daresti a chi si vuole avvicinare al mondo della fotografia naturalistica?
Camminate tanto nella natura, cercate di capirla e di viverla il più possibile, soffermatevi di più ad ascoltare e a osservare piuttosto che nelle impostazioni della vostra fotocamera o dietro il mirino.

Pui dare tre consigli pratici a chi vuole fare buone fotografie outdoor?
Guardate tante belle immagini in modo da farvi una cultura fotografica di alto livello, cercate di capire come sono state fatte, comprate i libri dei grandi maestri della fotografia naturalistica e assimilate la loro visione, non guardate solo le immagini che girano sui social networks! Concentratevi su quello che più vi piace e dedicate ad esso più tempo possibile, finchè non sarete soddisfatti dei risultati ottenuti. Non arrendetevi ai primi insuccessi. Fotografare la natura non è facile, ma con la tenacia i risultati arrivano. Studiate il vostro soggetto (in natura ma anche sui libri), dove trovarlo, come avvicinarlo, come riprenderlo nel migliore dei modi. Cercate di capire le sue abitudini e i suoi movimenti, solo in questo modo riuscirete a coglierne la vera essenza.

Andrea Zampatti ha collaborato con AKU in occasione di NATURÆ 2018, presentando la sua mostra "Il popolo del freddo".
Per le attività in natura Andrea indossa calzature AKU: "Utilizzo le SuperAlp NBK LTR, una calzatura eccezionale, soprattutto quando effettuo trekking fotografici di più giorni con grossi carichi sulle spalle, attraversando ambienti di vario tipo, dalla torbiera alpina, alla foresta, alle rocce d’alta quota. Ne apprezzo in particolare la comodità e la stabilità anche su terreni impervi”.


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Andrea Zampatti

Andrea Zampatti nasce a Brescia nel 1985. Fin da piccolo appassionato di animali e Natura, è solo durante gli studi accademici che decide di voler provare a fotografare le meraviglie naturali che ogni giorno si presentano agli occhi di chi le ama e le sa cogliere. Il coinvolgimento etico ed emotivo è ingrediente fondamentale della fotografia di Andrea Zampatti, che pone sullo stesso piano istanze artistiche e naturalistiche: il suo percorso diviene quasi un vero e proprio stile di vita, fatto di studio, di rispetto e voglia di documentare per condividere. Così, il fotografare un animale selvatico si trasforma, dopo una paziente ed amichevole sfida col soggetto, in desiderio di conoscenza e conservazione della fragile e affascinante biodiversità che permette al genere umano di (r)esistere ancora.
Fotografo professionista dal 2011, è vincitore di numerosi concorsi fotografici a livello nazionale e internazionale. Si è dedicato inizialmente alle montagne italiane per poi dedicarsi alle terre fredde del Mondo, con una particolare dedizione e passione verso il Grande Nord europeo.

Web: www.wildlights.it
Facebook: Andrea Zampatti Wildlife Photography
Instagram: Andrea Zampatti

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