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    ph. Alessandro Beltrame

L'avventura alpinistica di Peter Moser
alle radici dell'alpinismo

testo di Teddy Soppelsa, foto e video di Alessandro Beltrame

Peter Moser, guida alpina e atleta della montagna, condivide con i pionieri dell’alpinismo che per primi arrivarono sulle Pale di San Martino il coraggio di realizzare i propri sogni e aprire nuove strade. Come un moderno esploratore, Peter ha visto nuove possibilità dentro quelle montagne e con il suo stile veloce e leggero il 10 agosto 2021 ha collegato sei delle principali cime delle Pale di San Martino.
Il suo sogno era ritornare per un giorno alle radici dell’alpinismo, sulle tracce dei pionieri dell’800 che 150 anni fa seppero guardare con occhi nuovi ai monti che avevano dinanzi.

Riproduci video

PETER MOSER

TUTTO D’UN FIATO

Il 7 aprile a Reggio Emilia, presso il circolo Buco Magico si terra la premiere del cortometraggio PIONIERI. Peter Moser racconta come le sue montagne di casa, i Lagorai e le Pale di san Martino, continuano ad essere una fonte inesauribile di avventure e scoperte.

Da John Ball a Peter Moser

Poco dopo la metà dell‘800, quando i primi viaggiatori inglesi videro le Pale di San Martino, rimasero colpiti dalla bellezza di questo gruppo dolomitico le cui cime erano in gran parte ancora tutte da salire. Da quel momento ebbe inizio la corsa alla loro conquista. La prima ad essere raggiunta, nel 1870, fu il Cimon della Pala (3184 m), definito da John Ball il Cervino delle Dolomiti. Poco dopo fu la volta del Sass Maor, della Pala di San Martino, della Cima Canali e prima che il secolo delle grandi rivoluzioni finisse tutte le principali cime delle Pale erano state raggiunte. A guidare quegli aristocratici alpinisti fin sulle cime, furono contadini e cacciatori del Primiero che, seppur spinti da interessi diversi, formarono delle cordate leggendarie che hanno fatto la storia dell’alpinismo.

Sono andato alle radici dell’alpinismo

“Avrei potuto scalare le vie più impegnative, ma ho preferito fare un passo indietro. Ho voluto togliere tutto dal mio alpinismo e mettere al centro la montagna. Non è stata solo la ricerca di una performance, anzi era l’ultimo dei miei obiettivi. Era anche una ricerca delle mie origini, come guida e come alpinista. Sono andato alle radici dell’alpinismo e questo lo trovo bellissimo e importante. L’ho fatto in velocità, ma senza fretta, senza il cronometro. Il mio obiettivo era vivere l’avventura, non misurare il tempo. I leggendari pionieri ci hanno messo 20 anni per salire queste cime, a me, grazie al loro lavoro e alla loro genialità, è bastato un giorno”. – Peter Moser

CRONACA DI UNA GIORNATA SULLE PALE 

Il 10 agosto 2021 la giornata di Peter Moser inizia molto presto. E’ notte fonda quando parte da San Martino di Castrozza, frontale in testa sale al Col Verde e poi lungo la ferrata Bolver-Lugli raggiunge il bivacco Fiamme Gialle. Prosegue lungo la via normale fino in vetta al Cimon de la Pala (3184 m), la seconda vetta più alta delle Pale di San Martino dopo la Vezzana.

Ritorna sui suoi passi fino al bivacco Fiamme Gialle, scende lungo la Val dei Cantoni, supera il Passo Bettega, al rifugio Rosetta tutti dormono e Peter tira diritto verso Cima delle Scarpe. Davanti ha la Pala di San Martino, tra le più suggestive cime di tutte le Pale, la via normale per la vetta è lunga e laboriosa. Sulla cima, larga e pianeggiante, gira attorno al bivacco delle Aquile e ritorna alla base della via. 

Nel frattempo si è fatto giorno e ora Peter procede ancora più veloce verso il passo Pradidali Alto, attraversa la Val Pradidali e si porta sotto lo spigolo nord di Cima Canali. Lungo la via aperta nel 1894 dalla guida Giuseppe Zecchini con Wilfred Brodie, arriva in vetta. La discesa dalla cima è lunga e impegnativa e segue la via aperta dai primi salitori nel 1879.

I pensieri di Peter sono ora rivolti alla seconda parte del percorso. Dal rifugio Pradidali, lungo i cavi delle ferrate del Porton e del Velo, arriva al rifugio Velo della Madonna e sale alla base del Sass Maor, la sua prossima meta. La via che segue è quella aperta nel 1892, divenuta in seguito la via normale. Ritorna sui suoi passi fino alla base del Sass Maor e dalla Cima della Stanga scende in Val Canali lungo il sentiero attrezzato del Cacciatore. 
Giunto nel fondovalle al Cant del Gal, risale la Val Canali fino al rifugio Treviso e qui Peter si concede una breve sosta, il tempo di bere una bibita e salutare l’amico Tullio Simioni, gestore del rifugio. La ripida salita fino alla base del Sass d’Ortiga e il sole del mezzogiorno mettono a dura prova la resistenza di Peter, la fatica comincia a farsi sentire. 

Il Sass d’Ortiga fu salito la prima volta nel 1892 dal versante sud-est. Per la bellezza della roccia e l’eleganza della linea, Peter sceglie di salire lungo lo spigolo ovest, sulla via aperta da Fritz Wiessner e H. Kees nel 1928. Dalla cima del Sass d’Ortiga vede l’ultima meta: il Piz de Sagrón. Quindi scende lungo la via normale fino alla forcella delle Mughe e da lì cala verso il bivacco Menegazzi e i pascoli di malga Cavallera. Sale in sella alla bicicletta, che il giorno prima ha nascosto tra i mughi, e corre fino al paese di Sagrón, alla testata della Valle del Mis.

Il Piz de Sagrón, pur appartenendo alla catena delle Alpi Feltrine, per vicinanza e morfologia può essere considerato una prosecuzione delle Pale di San Martino. La stessa storia alpinistica lo accomuna alle Pale. Per raggiungere la cima Peter decide di seguire la via del Gabiàn, un tracciato che unisce due storiche vie alpinistiche: la Detassis–Corti del 1934 dal versante settentrionale e la via dei primi salitori nel 1877 sul versante sud, poi divenuta la via normale. Nel tardo pomeriggio Peter è in vetta al Piz de Sagrón. A nord in lontananza vede il Cimon de la Pala e, lui che non è tipo da commuoversi, gli luccicano gli occhi.

LE CIME DI PETER

Il 10 agosto 2021 Peter Moser è partito da San Martino di Castrozza e ha raggiunto, una dopo l’altra, le seguenti cime:

Cimon della Pala (3184 m),
salito per la prima volta nel 1870 da Edward Robson Whitwell, Christian Lauener con la guida Santo Siorpaes; Peter ha salito la via normale di sud-est.

Pala di San Martino (2982 m),
salito per la prima volta nel 1878 da Julius Meurer, Alfredo Pallavicini, con le guide Michele Bettega, Arcangelo Dimai e Santo Siorpaes; Peter ha salito la via normale di nord-ovest.

Cima Canali (2900 m),
salita nel 1879 da Charles Comyns Tucker con la guida Michele Bettega; Peter ha salito lo spigolo nord-ovest con l’attraversata delle creste.

Sass Maor (2812 m),
salito nel 1875 da Henry Awdry Beachcroft, Charles Comyns Tucker, con le guide Francois Devoassoud e Giovanni Battista Della Santa; Peter ha salito la via normale di sud-est.

Sass d’Ortiga (2631 m),
salito nel 1892 da Demeter Diamantidi e Peter Kotter con Giuseppe Zecchini; Peter ha salito lo spigolo ovest.

Piz de Sagrón (2486 m),
salito nel 1877 da Cesare Tomè, Tommaso Da Col e la guida Mariano Bernardin “Gabiàn”; Peter ha salito il versante settentrionale e meridionale.

6200 m
di dislivello+

8 km
in bici

Meno
di 24h

3194 m
quota max
(Cimon de la Pala)

AKU
Rock DFS GTX
approach
& climbing

AKU Rock DFS GTX
fedeli compagne di viaggio

Fedeli compagne di viaggio di Peter Moser, lungo questo grande viaggio attraverso le Pale di San Martino, sono state le AKU Rock DFS GTX. Una calzatura da avvicinamento tecnico e climbing leggero, che Peter Moser ha contribuito a progettare, ideale per muoversi velocemente sui sentieri ed estremamente precisa e confortevole durante tutte le sezioni di arrampicata.

Le giuste calzature
AKU ha sviluppato Rock DFS GTX come calzatura per l’approach. Puntale con Climbing Zone per l’arrampicata, tecnologia Elica per migliorare la camminata, DFS per una doppia allacciatura.

Il giusto compromesso

AKU Rock DFS GTX unisce le caratteristiche di una calzatura da fast hiking, leggera, comoda e pratica insieme con la rigidità necessaria per le sezioni di arrampicata. Il sistema DFS è stato progettato da AKU per permettere un rapido e semplice passaggio fra l’arrampicata ed il trekking. La doppia allacciatura rende Rock DFS GTX più aderente al piede e quindi più precisa anche sui piccoli appigli.

Peter Moser

Peter Moser è un montanaro, guida alpina e atleta della montagna con un profilo poliedrico, in grado di esprimersi ad alti livelli in ogni contesto alpinistico.




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