Storie Rock

Il primo prototipo (2019) di ROCK DFS GTX utilizzato da Peter Moser durante le fasi di test.

MESSE A DURA PROVA
Abbiamo chiesto ad alcuni professionisti e veri appassionati di alpinismo e di grandi escursioni di provare la nuova ROCK DFS GTX. Vediamo com’è andata!

#1 - Loris De Barba

ALPINISTA

Ho arrampicato su roccette con ghiaia mobile e  paretine di 1° e 2° grado, scelte appositamente per vedere la tenuta della suola. La prima impressione è di una scarpa comoda, non ho avuto nessun “fastidio” ai piedi, anche se sono sceso di corsa lungo il sentiero. La suola Vibram Megagrip è ben scolpita e morbida al punto giusto, con un’ottima tenuta. Buona anche l’impermeabilizzazione, i piedi sono rimasti asciutti pur avendo camminato lungamente nell’erba bagnata. Il nuovo sistema di allacciatura separata è comodo, si riesce a dare la giusta personalizzazione alla scarpa.

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LORIS – Vive a Limana (Belluno), da 40 anni alpinista e scialpinista, preferisce le zone poco frequentate delle Dolomiti e le salite sui 4000 delle Alpi. Alla passione per la montagna ha associato quella della fotografia, senza comprendere quale delle due sia predominante.

#2 - Federico Monegatti

GUIDA ALPINA

Ho usato la Rock DFS durante una arrampicata fino al 4+ e mi è piaciuta molto. Punti di forza sono sicuramente la mescola della suola, veramente molto “gripposa” anche su roccia liscia e l’allacciatura davvero notevole! Molto utili le asole dietro al tallone per fissare le scarpe all’imbragatura quando si indossano le scarpette su difficoltà maggiori.

L’ho usata anche su sentieri impervi e con lo zaino pesante e si difende egregiamente. In discesa, su fondo a ghiaia o terra, ho notato una splendida ammortizzazione e grip, con grande stabilità e poco slittamento, paragonabile ad uno scarpone. Impermeabilità molto buona quando si cammina su erba bagnata.

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FEDERICO – Ho 25 anni, vivo a Bedollo, un piccolo paesino a 1250 metri di quota immerso nei Lagorai. Dopo due anni, duri ma entusiasmanti, di corsi ed esami in giro per le Alpi, ho realizzato il mio sogno di diventare Guida Alpina. Tra tutti gli aspetti che la montagna può offrire, prediligo fare scialpinismo in Lagorai d’inverno e arrampicare in Dolomiti d’estate. Questo per me è il mix perfetto!

#3 - Leonardo Panizza

PSICOTERAPEUTA

Le Rock mi sono piaciute appena tirate fuori dalla scatola, il design è decisamente accattivante. Le ho provate facendo una via classica sul Sass Pordoi; nell’avvicinamento su sentieri e ghiaioni per raggiungere la base della parete si sono rivelate comode, così come per muoversi su gradi contenuti. Anche appese all’imbrago risultano leggere e poco ingombranti.

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LEONARDO – Unisce l’amore per la montagna a quello per la scrittura facendosi ispirare dal territorio Trentino. Psicologo, lavora come educatore e partecipa a gruppi di montagnaterapia. Lo scorso anno con Elisa Bessega ha attraversato la catena del Lagorai in autonomia senza lasciare tracce.

#4 - Francesca Nemi

INGEGNERE E GUIDA ESCURSIONISTICA

Ho testato le Rock nel Parco Regionale del Sirente-Velino sulla vetta più alta a 2487 metri, in un percorso ad anello di oltre 20 km, su vari tipi di terreno. Il sistema a doppia allacciatura Dual Fit System mi ha permesso di adeguarne il comfort durante le fasi di avvicinamento alla vetta ottenendo una calzata leggera e flessibile sull’iniziale e comodo sentiero di vetta. Quando il terreno è diventato accidentato e irregolare ho utilizzato il laccio precise climbing aumentando sensibilità e precisione in punta per un appoggio deciso e stabile su roccette e paretine di 1° grado. La possibilità di regolare lo spazio attorno all’avampiede, creando così una calzata più o meno aderente, a seconda delle esigenze, rendono le Rock le mie compagne d’avventura preferite.

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FRANCESCA – Unisce l’amore per la montagna e la natura a quello per la scrittura e la fotografia. Non sempre, non per forza seguendo un ordine. E’ Guida Ambientale Escursionistica e promuove per Centro Guide Walden la valorizzazione e la conoscenza di parchi e riserve dell’Appennino Centrale.

#5 - Giacomo Frison

FOTOGRAFO, FONDATORE DI ALTRIPIANI

Ho testato le Rock sulle Alpi Carniche per 3 giorni, sino in vetta al Coglians la cima più alta del FVG, anche sulla ferrata che sale sulla parete nord per circa 700 metri. La scarpa ha risposto alla grande, ci siamo sentiti sicuri proprio su quei passaggi in cui c’era bisogno che facesse più presa. Dove metti la punta sei sicuro che tiene. A me è piaciuta più in parete che nella parte trek. In salita il mega-tacco ammortizzato Elica è super morbido e confortevole. Mi ha accompagnato, come compagno di cordata, mio padre, anche lui soddisfatto delle sue Rock .

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GIACOMO – Sono nato a Venezia, sono un fotografo e il mio lavoro è principalmente ispirato dal rapporto tra uomo e natura. Le mie passioni sono contenute nel progetto ALTRIPIANI, che fonde fotografia, alpinismo, ricerca culturale e antropologica delle zone montane più remote.

#6 - Elio Bonfanti

IMPRENDITORE

Questa calzatura mi ha accompagnato agevolmente sia al sabato verso la fresca falesia di Simplon Dorf al Passo del Sempione che nel lungo avvicinamento, in parte su ghiacciaio fossile, per raggiungere la bella Hannibal Turm, il torrione granitico che domina sulla Siedelenhutte sopra il Passo del Furka.
Ho constatato che la forma della tomaia permette una calzata molto confortevole e allo stesso tempo la sua allacciatura progressiva consente una chiusura molto precisa sia sull’avampiede che sul tallone. Questa soluzione rende l’insieme piede-calzatura un tutt’uno veramente solidale e preciso. Il granito svizzero, levigato da ghiacciai millenari, è conosciuto per essere particolarmente liscio, ma anche qui la suola non tradisce le aspettative ed arrivare alla base della via in sicurezza è stato un gioco da ragazzi. Credo proprio che sarà una lunga estate in compagnia delle mie Rock.

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ELIO – Istruttore nazionale di alpinismo e istruttore di arrampicata libera. Libero professionista e quindi alpinista soltanto nel tempo libero, arrampica dal 1978, ha aperto vie nuove sia su roccia che su ghiaccio, alcune delle quali in compagnia dell’indimenticabile Gian Carlo Grassi.

#7 - Laura Donazzan

FISIOTERAPISTA E OSTEOPATA

Ho testato le Rock tra le Dolomiti Bellunesi e le Pale di San Martino, le mie montagne di casa.
Nella prima uscita ho raggiunto il Sassolungo di Cibiana, la cui cima richiede una scalata fino al II grado, con un bellissimo passo che esce da un masso incastrato: qui la Rock ha dimostrato un’ottima tenuta e precisione, grazie al laccio precise climbing di maggior chiusura della punta. Anche al ritorno nei passaggi su traverso in cenge ghiaino il loro grip mi ha trasmesso sicurezza.
Insieme alle Rock ho poi raggiunto la base del campanile Pradidali: un avvicinamento di circa 1200 metri tra bosco e roccia in cui il confort della scarpa e la buona impermeabilità sono stati fondamentali per affrontare al meglio la successiva scalata. L’ottimo grip della suola mi ha permesso di scendere in sicurezza dalla vetta; la suola non troppo rigida e ben ammortizzata ha aiutato ad alleggerire le 12 ore trascorse in ambiente, lasciando anche la voglia ed il confort di mollare le gambe in discesa, sia sui ghiaioni dove la tenuta è buona e lo stress fisico di risposta mai eccessivo.

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LAURA – Fisioterapista e Osteopata, nata e vissuta tra le montagne, fin da bambina ha frequentato le Pale di San Martino e le Vette Feltrine, crescendo è cresciuta anche la voglia di esplorare la montagna e arrivare sempre più in alto, da qui la passione per l’arrampicata, lo scialpinismo e il ghiaccio, insieme alla voglia di scoprire anche cime più lontane.

#8 - Matteo Sciamplicotti

STUDENTE

Già a secco, provata a casa, la Rock mi ha subito stupito per la grande comodità. L’ho usata subito durante le ferie estive con i miei genitori in Alpe Devero, sia in escursioni di media difficoltà e anche su qualche facile percorso alpinistico. La Rock si è rivelata robusta e in grado di sopportare gli stress di percorsi con grandi dislivelli e che necessitano di appoggi precisi e aderenza costante su roccia. Anche su brevi itinerari di facile arrampicata ha mostrato l’ottima concezione di questo modello: su basse difficoltà (fino al IV grado) la scarpa funziona bene consentendo un’arrampicata tranquilla sia su placca che su tacche. Non si tratta certo di una scarpetta da arrampicata, ma la doppia allacciatura consente indubbiamente una grande precisione, in più la Rock è morbida lateralmente e quindi confortevole e leggera. Morbidezza che non è andata a discapito però della precisione di arrampicata, visto che il sistema Precise Climbing ha supplito notevolmente, nei momenti necessari, alla rigidità laterale. La suola ha una mescola che aderisce bene sia sul bagnato che sull’asciutto e la scolpitura ha drenato benissimo il fango autopulendosi quasi istantaneamente.

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MATTEO – Studente del Liceo Classico, è cresciuto immaginando di poter vivere le mille avventure lette nei tanti libri che ha divorato fin ora. Escursionista fin da quando faceva trekking sulle spalle dei suoi genitori, ama in egual modo, se non di più, la montagna innevata. Il suo primo paio di sci sono stati a tallone libero e da allora ha continuato a sciare secondo l’antica tecnica del telemark. Spera presto di poter partire per una traversata insieme a suo padre, magari tirando una slitta fra le nevi del Circolo Polare Artico.

Bentornato!

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