• Ice Memory
    Monte Rosa

Il team italo-svizzero di Ice Memory ha concluso la missione di studio dell’archivio glaciale più prezioso dell’arco alpino.
Insieme agli scienziati c’era anche AKU.

La più antica biblioteca delle Alpi

Il Monte Rosa custodisce l’archivio glaciale più studiato e più importante dell’arco alpino. Sul Colle Gnifetti, dove il ghiacciaio Gorner raggiunge oggi gli 80 metri di spessore, sono immagazzinate informazioni sull’ambiente e sul clima degli ultimi 10mila anni.
L’aumento della temperatura mette in pericolo questo patrimonio scientifico e culturale. Lo ha dimostrato, nel settembre 2020, il cattivo stato del ghiacciaio del Grand Combin, che ha fermato i tentativi degli scienziati a una ventina di metri di profondità, probabilmente a causa della presenza di acqua.

Per questo, il team italo-svizzero del progetto internazionale Ice Memory vuole prelevare al più presto dal ghiacciaio ‘freddo’ del Monte Rosa una carota profonda da destinare alla ‘biblioteca’ dei ghiacci montani del pianeta che sarà realizzata in Antartide.
La missione, organizzata dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Università Ca’ Foscari Venezia in collaborazione con il centro di ricerca svizzero Paul Scherrer Institut, partirà il 29 aprile da Alagna Valsesia, in provincia di Vercelli, ai piedi del Rosa. Se le condizioni lo consentiranno, lunedì 3 maggio allestiranno la tenda per il carotaggio profondo.

Nei ghiacci la memoria del clima della Terra

“Comprendere il clima e l’ambiente del passato permette di anticipare i cambiamenti futuri – spiega Carlo Barbante, direttore dell’Isp-Cnr e professore a Ca’ Foscari – I ghiacciai montani conservano la memoria del clima e dell’ambiente dell’area in cui si trovano, ma si stanno ritirando inesorabilmente a causa del riscaldamento globale, ponendo questo inestimabile patrimonio scientifico in pericolo”.

Per tutta la durata della missione, prevista di almeno dieci giorni, gli scienziati alloggeranno al rifugio Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa edificato su una vetta rocciosa 128 anni fa proprio per contribuire alla ricerca scientifica nel campo della fisiologia prima e poi anche nella climatologia e nelle scienze ambientali.

Il Ghiacciaio Gorner è il secondo ghiacciaio più esteso dell’arco alpino. Con un’area di circa 40 km2, si estende dai 2190 fino ai 4600 metri sul livello del mare. A fronte della sua estensione, nel 2017 è stato calcolato un volume di circa 4,9 chilometri cubi. Dalla metà dell’800, il ghiacciaio ha perso circa il 40% della sua area, a seguito di un ritiro della sua fronte pari a circa 3,3 chilometri.
Ghiacciai come il Gorner sono sempre più rari nel panorama alpino e rappresentano le ultime chance per la collezione di carote di ghiaccio non ancora corrotte dal cambiamento climatico e in grado di fornire preziose informazioni sulla storia del nostro clima.

Quella sul Monte Rosa è la seconda di una serie di spedizioni finanziate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (con il Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca, Fisr) che proseguirà con i ghiacciai italiani del Marmolada, Montasio e Calderone.

Il team di Ice Memory

Parteciperanno alla spedizione: Margit Schwikowski (team leader, Psi), Theo Jenk (Psi), Franois Burgay (Psi), Jacopo Gabrieli (Cnr/Ca’ Foscari), Fabrizio de Blasi (Cnr/Ca’ Foscari), Andrea Spolaor (Cnr/Ca’ Foscari), Paolo Conz (guida alpina). Al campo base di Alagna, il ricercatore di Ca’ Foscari Federico Dallo.

La missione è supportata da AKU e Karpos. Collaborano le Guide Alpine di Alagna, Monterosa srl, Camp. Per saperne di più sul progetto: www.icememory.it. Per gli aggiornamenti provenienti dai ricercatori sul campo: Facebook e Twitter.

La scienza delle “carote di ghiaccio”

Analizzando le bolle d’aria che la neve accumula strato dopo strato sul ghiacciaio nel corso dei secoli, gli scienziati sono oggi in grado di identificare le tracce dell’evoluzione delle temperature e delle concentrazioni di composti chimici. Si tratta di analisi impensabili pochi decenni fa. Per questo, la missione di Ice Memory ha lo scopo di assicurare campioni di qualità agli scienziati che, tra qualche decennio, avranno nuovi metodi e tecnologie a disposizione per analizzarli.

“Per comprendere meglio la risposta del clima della terra alle continue emissioni e quindi intraprendere concrete azioni di mitigazione ed adattamento, è essenziale guardare al passato – spiegano i ricercatori – È necessario, infatti, capire come il clima abbia reagito alla naturale ciclicità delle variazioni dei gas serra. Grazie alle carote di ghiaccio è possibile ricostruire questa ciclicità”. 

L’esempio emblematico è quello della carota del progetto europeo EPICA estratta in Antartide e lunga oltre 3000 metri, che ha permesso di ricostruire la storia del clima della terra negli ultimi 740.000 anni riconoscendo i cicli glaciali e interglaciali che si sono susseguiti nel tempo. Particolari carote estratte dai ghiacci alpini, per esempio sul Monte Rosa e sull’Ortles, hanno permesso di ricostruire l’evoluzione del clima fino a oltre 5000 anni fa nonostante le inferiori profondità di perforazione (70-80 metri).

Ice Memory

Ice Memory è un programma internazionale che ha l’obiettivo di fornire, per le decadi e i secoli a venire, archivi e dati sulla storia del clima e dell’ambiente fondamentali sia per la scienza sia per ispirare le politiche per la sostenibilità e il benessere dell’umanità. Ice Memory ambisce a federare le comunità internazionali scientifica e istituzionale per creare in Antartide un archivio di carote di ghiaccio dai ghiacciai attualmente in pericolo di ridursi o scomparire. Gli scienziati sono convinti che questo ghiaccio contenga informazioni di valore tale da richiedere attività di ricerca anche su campioni di ghiacciai scomparsi.

Per Ice Memory, quella sul Monte Rosa è la terza missione sui ghiacciai alpini dopo quella del 2016 sul Monte Bianco e del 2020 sul Grand Combin. Altre spedizioni internazionali hanno permesso di mettere al sicuro gli archivi dei ghiacciai Illimani (Bolivia), Belukha e Elbrus (Russia).

Ice Memory è un programma congiunto tra Università Grenoble Alpes, Università Ca’ Foscari Venezia, Istituto nazionale francese per le ricerche sullo sviluppo sostenibile (Ird), Cnrs, Cnr, e con Istituto polare francese (Ipev) e Programma nazionale per le ricerche in Antartide (Pnra) per quanto riguarda le attività alla stazione Concordia in Antartide. Ice Memory ha il patrocinio delle commissioni italiana e francese dell’Unesco.

Il ghiacciaio Gorner

40 km2 l’attuale superficie del ghiacciaio.

Dal 1850 ha perso il 40% della sua superficie.

80 metri è lo spessore massimo.

Conserva informazioni degli ultimi 10mila anni.

Partnership triennale di Aku con
l’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche

Per i prossimi 3 anni sarà Aku il partner tecnico dell’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Università Ca’ Foscari Venezia nell’ambito del progetto internazionale Ice Memory.

Aku, da sempre legata ai temi della cultura ambientale e del rapporto fra uomo e natura, conferma il proprio supporto al team internazionale di ricercatori impegnati nell’estrarre dai ghiacciai alpini in varie parti del mondo delle carote di ghiaccio, veri e propri archivi della storia climatica e ambientale del pianeta.

«Dopo aver preso parte alla prima fase del progetto, iniziata nel 2016 con le prime attività sul ghiacciaio del Grand Combin, abbiamo accettato con entusiasmo di rinnovare la collaborazione al progetto Ice Memory sulla base dell’importanza che esso rappresenta per il futuro della ricerca sul tema dell’evoluzione climatica e più in generale della conoscenza in campo ambientale» ha commentato Paolo Bordin, amministratore delegato di Aku Italia. «Lo abbiamo fatto» continua Bordin «anche sulla base del rapporto di reciproca stima e fiducia che lega la nostra azienda al leader del progetto, il professor Carlo Barbante, direttore dell’Istituto di Scienze Polari presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Un rapporto nato “sul campo” attraverso l’esperienza di utilizzo del nostro prodotto da parte del professor Barbante durante le attività di ricerca in ambiente condotte nel corso degli anni e che ha portato ad individuare in Aku un partner affidabile per lo sviluppo del programma Ice Memory, che vede impegnato un team internazionale di ricercatori, il cui lavoro si sviluppa in larga parte su ghiacciaio, dove l’utilizzo di calzature tecniche per alpinismo risulta di importanza fondamentale».

«Siamo davvero soddisfatti della rinnovata collaborazione con Aku» ha sottolineato il professor Carlo Barbante «un’azienda con la quale esiste una speciale affinità nata, oltre che per ragioni pratiche legate all’utilizzo del prodotto, anche in ragione della particolare sensibilità e dall’impegno messo in campo in favore dell’ambiente e della ricerca scientifica, sarà un nuovo terreno di prova sull’affidabilità delle calzature Aku ai piedi dei nostri ricercatori impegnati nei carotaggi ad oltre 4000 metri di quota».

Continua l’impegno di Aku a favore dell’ambiente

Con l’adesione al progetto Ice Memory continua quindi l’impegno di Aku in favore di iniziative di promozione, studio e salvaguardia ambientale, in quello che in azienda va sotto il nome di Azione Responsabile. Sul fronte del prodotto, in particolare, risale al 2016 la certificazione del calcolo di impatto ambientale (EPD – Environmental Product Declaration) di una calzatura della linea lifestyle Mountain Inspired, un vero e proprio primato dato che nessuna azienda del settore calzaturiero aveva prima di allora ottenuto questo importante risultato. Un’iniziativa che ha dato lo spunto per implementare il più recente progetto di Minima, designed to reduce, una calzatura progettata e realizzata riducendo al minimo il consumo di materie prime anche mediante il riuso di componenti con leggeri difetti estetici, resi inavvertibili grazie all’adozione di originali soluzioni di design creativo. Un progetto al quale è stata associata un’iniziativa di riforestazione per compensare il livello complessivo di emissioni in CO2 derivanti dall’intero ciclo di produzione del modello, rendendo di fatto Minima un prodotto climaticamente neutro.

Le calzature Aku ai piedi dei ricercatori di Ice Memory

La scelta di impegno in favore del progetto Ice Memory si basa inoltre sulla particolare affinità esistente fra il prodotto Aku e gli utilizzatori coinvolti nel progetto stesso. Ricercatori con abilità alpinistiche, ma anche guide alpine e personale tecnico a supporto delle missioni; categorie di operatori professionali con le quali Aku è in grado di stabilire un dialogo preferenziale proprio in considerazione delle specificità del prodotto, in grado di combinare la piena affidabilità tecnica con una speciale attenzione al comfort.

Nel corso delle missioni del progetto, Aku fornirà al team di ricercatori le calzature tecniche per attività in ghiacciaio Hayatsuki GTX, top di gamma della collezione alpinismo e il nuovo modello da avvicinamento e arrampicata Rock DFS GTX per le attività di routine non in quota.

Estensioni del Ghiacciaio Gorner: in azzurro chiaro i confini del ghiacciaio nel 1850 (65.4 km2), in azzurro più scuro l’estensione nel 2015 (40.1 km2). Il triangolo verde rappresenta il Colle Gnifetti, il sito di estrazione delle carote di ghiaccio a 4500 m.s.l.m.

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MONTE ROSA, UN LIBRO SCRITTO NEL GHIACCIO
Storia e prospettive di ricerca in alta quota

Le calzature

Le calzature per le attività tecniche sul ghiacciaio.



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