• HIKE & BIKE
    cammina e pedala

A piedi e in bicicletta,
girovagando con AKU sulle Dolomiti

testo e foto di Moreno Geremetta, video di David Soppera

Da qualche tempo abbiamo preso l’abitudine di iniziare così i nostri tour di hike&bike: sveglia di buon’ora e partenza ancora al buio per essere in quota di buon mattino e assistere alla magia del sole che sorge.
Abbiamo creato un piccolo gruppo e la pagina Facebook “Girovagando in e-bike nelle Dolomiti” cercando di trasmettere un modo per frequentare la montagna in sella ad un e-bike nel rispetto dell’ambiente, degli animali al pascolo e delle persone che incontriamo. Niente gare e prestazioni, nessuna discesa a rotta di collo ma semplicemente godere la natura pedalando. Siamo in quattro: Ivan Cagnati, David e Thomas Soppera, Moreno Geremetta, per noi ogni uscita è una piccola avventura, ci piace vivere intensamente ogni momento dei nostri itinerari in sella, riempiendo occhi e anima di ciò che la natura e il paesaggio sanno regalare.
Il canto degli uccelli, il fruscio del vento, i rumori del bosco, il nostro respiro, uniti al click-clack del deragliatore che fa saltellare la catena, sono la colonna sonora che più amiamo.

Col di Lana, la montagna sacra

Teatro di duri combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale, a cavallo fra l’impero di Austria-Ungheria e il Regno d’Italia, è tristemente conosciuto anche con l’appellativo di “Col di Sangue”. Si tratta del Col di Lana che con i suoi 2452 metri di altezza domina Pieve di Livinallongo. E’ lui il “colpevole” che ci ha fatto puntare la sveglia nel cuore della notte e che ora ci osserva dall’alto mentre pedaliamo lungo la strada forestale che rimonta i ripidi pendii erbosi.
Curva dopo curva ci alziamo di quota mentre il sole lentamente fa capolino fra l’Averau e la Croda Negra. Un sorso d’acqua fresca alla fontana scavata in un tronco d’albero e saliamo ancora fino al termine della strada. Cerchiamo un luogo un po’ discosto dove legare le e-bike e poi proseguiamo a piedi.

Il Col di Lana rappresenta una sorta di monumento ai caduti, un percorso da affrontare in rispettoso silenzio, ripensando alla storia che fu scritta su questi pendii, fra le rocce, le trincee e le schegge delle bombe che ancora abbondano sul terreno.
In vetta tira un po’ di vento ma riusciamo comunque a scattare qualche foto. Osserviamo l’enorme mezzaluna creata dallo scoppio della mina, una montagna sventrata e molte vite spezzate. Dopo un doveroso momento di riflessione iniziamo la discesa.

Grazie alle calzature AKU che indossiamo, il passo è sicuro e in breve siamo nuovamente in sella. Ora inizia la parte divertente: piedi sui pedali e giù lungo la forestale. Incontriamo qualche escursionista e una coppia di amici, anche loro diretti al Col di Lana con le e-bike. Chissà, forse li abbiamo ispirati. Questo è proprio il nostro obiettivo: divertirci per poi condividere i nostri tour cercando di aiutare, emozionare e suggerire qualche percorso.

IL PERCORSO PER IL COL DI LANA

In sella
Il percorso che proponiamo parte a Cernadoi, all’altezza del campo sportivo in località Freine (1550 m). Iniziamo a pedalare lungo la strada silvo-pastorale in direzione del piccolissimo abitato di Francia e poi verso la valle solcata dal Ru della Porta. In questo tratto la strada presenta rampe piuttosto decise che diventano più dolci sul versante opposto. Superiamo con facilità una piccola frana, raggiungiamo i villaggi di Agai (1715 m) e in discesa su asfalto Palla (1668 m). Ora seguiamo la strada sterrata a destra che sale inizialmente nel bosco con andamento regolare, più in alto regala ampie vedute verso la vallata. Superiamo una fontana, proseguiamo ancora per un breve tratto fino al Pian de la Chicia (2054 m) dove bisognerà lasciare le biciclette.

A piedi
Continuiamo a piedi sul sentiero nr. 21 che, con traccia sicura, fa guadagnare rapidamente quota. La salita è scandita da alcuni cippi che ricordano le postazioni dei soldati durante la Grande Guerra. L’ultimo cippo è in vetta al Col di Lana (2452 m) dove sorge la chiesetta dedicata ai soldati caduti e l’accogliente bivacco “Brigata Alpina Cadore”.

La discesa
Si ritorna per il medesimo sentiero fino a riprendere le biciclette e poi in sella lungo la via di salita fino a Palla. A questo punto possiamo seguire l’itinerario dell’andata, oppure raggiungere Pieve di Livinallongo e rientrare a Cernadoi lungo la strada “SR 48 delle Dolomiti” attraversando l’incantevole villaggio di Andraz.

17 km
andata e ritorno

570 m d+
in bici

400 m d+
a piedi

2452 m
il Col di Lana, il punto più alto

Calzature AKU per hike&bike

La giusta organizzazione
Pianificare un percorso in e-bike significa sapere in anticipo dove poter passare con la bici, nel rispetto di divieti e regolamenti di parchi e aree tutelate. Significa conoscere anche il chilometraggio e il dislivello che andremo ad affrontare, informazioni importantissime per capire come gestire la batteria della bici a pedalata assistita. L’unica cosa che si fatica a prevedere è il fondo che si può incontrare.
In primavera, neve, pendii ricoperti di erba secca, parti di sentiero scivolose dove la bici più che pedalata va spinta, sono le incognite più frequenti. 

Le giuste calzature
Le calzature specifiche per mountain bike, quelle con la suola che promette un grip sorprendente sui pedali, ben presto hanno dimostrato i loro limiti in situazioni delicate. E la scivolata improvvisa ci ha sorpreso più di una volta. Ecco perchè abbiamo sentito fin da subito la necessità di avere ai piedi una calzatura che ci possa garantire appoggio sicuro del piede sul terreno e allo stesso tempo un buon grip sul pedale. Una sorta di via di mezzo fra scarpa specifica per MTB e da hiking.

Il giusto compromesso
In AKU abbiamo trovato il giusto compromesso. Per le nostre escursioni di hike&bike utilizziamo con soddisfazione due modelli: la Rock DFS GTX e la Alterra lite GTX.
E se la e-bike facilita gli avvicinamenti in maniera straordinaria con le calzature AKU riusciamo a raggiungere con facilità e sicurezza la vetta, e questo è fondamentale per il buon esito di ogni uscita.

Un giorno Walter Bonatti disse: “Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna.” A noi piace farlo in parte camminando e in parte in sella alle nostre e-bike.

Girovagando in Ebike nelle Dolomiti

Il gruppo “Girovagando in e-bike nelle Dolomiti” nasce quasi per caso nel 2020. Quattro ragazzi, tutti agordini, si conoscono grazie alla comune passione per la e-bike. La voglia di avventura e di esplorazione – a volte semplicemente in luoghi vicino casa – si unisce al desiderio di condividere questi momenti, con un occhio di riguardo al territorio in cui vivono, le Dolomiti Partimonio mondiale dell’umanità.
Moreno e Ivan sono i fotografi del gruppo e non si separano mai dalla loro macchina fotografica, anche in sella. Il mondo dall’alto regala sempre visioni inattese e David si occupa delle riprese con il drone, mentre Thomas si presta come modello per animare la scena oltre a essere sempre il primo a salutare calorosamente le persone incrociate lungo i sentieri. Ad ogni uscita segue una relazione dettagliata sulla pagina Facebook “Girovagando in e-bike nelle Dolomiti”, con molte fotografie e brevi video. Soprattutto il gruppo è tenuto ben saldo da una sincera amicizia e stima reciproca, ingredienti essenziali per pedalare in sintonia con la natura.

Le nostre calzature




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